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Carmelo Pecora

Detto Melo, secondo di quattro figli,  nasce a Enna il 30 gennaio 1959. Sin da piccolo palesa un sogno: "fuggire da una terra che soffoca la sua innata voglia di indipendenza". Nel corso degli anni sarà "protagonista" di vicende che lo segneranno per il resto della sua vita.
Da adolescente, pur frequentando la scuola, Carmelo “fatica” nella bottega dei genitori, sino al giorno in cui decide di iniziare la carriera lavorativa alle dipendenze di terzi per poi, all'età di 17 anni, arruolarsi nella Polizia di Stato, nella quale arriverà a dirigere il Gabinetto Provinciale della Polizia Scientifica di Forlì con il grado di Ispettore Capo.
La fatalità, che lo ha voluto testimone di alcuni tragici avvenimenti della storia del nostro Paese degli ultimi anni, induce Carmelo a diventare un autore "inconsueto": difatti egli narra le vicende di coloro che hanno sacrificato la propria vita per puro caso, per fatalità, ma anche e, principalmente, per gli infimi progetti di qualche malvagio individuo.
 La narrazione dei suoi racconti mira ad una realtà "parallela", ma non per questo fiabesca, curata con dovizia di particolari, tanto da riuscire a coinvolgere il lettore che, a sua volta, diventa protagonista della storia.
L' accuratezza  nella narrazione delle sue opere è effetto del minuzioso lavoro di documentazione che Carmelo svolge ogni qualvolta si cimenta a scrivere un nuovo racconto. Narra il corso degli eventi all'interno di una storia, prestando particolare attenzione a colui il quale non fu l’attore principale della vicenda.
Tra le sue opere troviamo: " Tre ragazzi in cerca di avventure";  "9  maggio 1978" ; "Polvere negli occhi"; "Ustica Confessioni di un Angelo Caduto" e, per ultimo, "Gli infedeli- Storia e domande della Uno bianca".
Grande riscontro di lettori e critica ha ottenuto, in particolare, il libro " 9 maggio 1978 -Il giorno che assassinarono Aldo Moro e Peppino Impastato- ": l'argomento trattato, fulcro di un periodo italiano fitto di misteri ed ombre, e la sua esposizione destano notevole interesse nei mass media, tanto da attrarre alcuni operatori del settore che lo hanno indotto a trasformare un’opera letteraria in un Reading teatrale, che Carmelo Pecora ha recitato, e continua a recitare, in moltissime città italiane.
Tuttavia, la passione per la scrittura non lo ha mai distratto dai suoi affetti familiari: difatti, nonostante il lavoro svolto, gli argomenti trattati nei suoi racconti e l' immagine da "duro" che mostra nelle foto che lo ritraggono, Carmelo è un marito premuroso, un padre attento, un tenero nonno, un affettuoso figlio e un fratello ideale.

Con Affetto... Paolo.