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Franco Arminio

Franco Mario Arminio (Bisaccia19 febbraio 1960) è un poetascrittore e regista italiano, autodefinitosi come «paesologo». Vive a Bisaccia, in provincia di Avellino. Collabora con "il manifesto", e "Il Fatto Quotidiano" ed è animatore del blog "Comunità Provvisorie".

È documentarista e animatore di battaglie civili: si è battuto, ad esempio, contro l'installazione delle discariche in Alta Irpinia e contro la chiusura dell'ospedale di Bisaccia.

Nel 2009, con Vento forte tra Lacedonia e Candela. Esercizi di paesologia, ha vinto il premio Napoli.

Roberto Saviano ha definito Franco Arminio «uno dei poeti più importanti di questo paese, il migliore che abbia mai raccontato il terremoto e ciò che ha generato», citando un suo passo: «Venticinque anni dopo il terremoto dei morti sarà rimasto poco. Dei vivi ancora meno». 

Nel luglio 2011, con Cartoline dai morti ha vinto il premio Stephen Dedalus per la sezione "Altre scritture".

Con Terracarne, edito da Mondadori, ha vinto il premio Carlo Levi e il premio Volponi.

Nel 2013 è uscito il suo ultimo libro di prosa Geografia commossa dell'Italia interna.

Nel 2014 si candida nel collegio Sud alle elezioni europee nella lista L'Altra Europa con Tsipras, ma non viene eletto. È il direttore artistico del Festival della paesologia "La Luna e i Calanchi" di Aliano.

Nel 2015 fonda la "Casa della paesologia" a Trevico, il comune dell'Irpinia più elevato in altitudine nonché antica sede della Baronia.Filmografia

  • Un giorno in edicola, 2009

  • Di mestiere faccio il paesologo, regia di Andrea D'Ambrosio, 2010

  • Giobbe a Teora, 2010

  • , 2012

Scritti

  • Cimelio dei profili, Catania: Lunario Nuovo, 1985

  • , Avellino: Associazione librai di Avellino, 1987

  • Homo Timens, Avellino: Sellino, 1998

  • Sala degli affreschi, Avellino: Sellino, 1999

  • Diario civile, Pratola Serra: Sellino, 1999

  • L'universo alle undici del mattino, Napoli: Edizioni d'If (collana I miosotis), 2002

  • Viaggio nel cratere, Milano: Sironi (collana Indicativo presente), 2003

  • Circo dell'Ipocondria, Firenze: Le Lettere (collana Fuori formato), 2006

  • Vento forte tra Lacedonia e Candela. Esercizi di paesologia, Bari-Roma: Laterza (collana Contromano), 2008

  • Siamo esseri antichi, Avellino: Sellino, 2008 (con Stefania Borriello)

  • Poeta con famiglia, Napoli: Edizioni d'If (collana I miosotis), 2009

  • Nevica e ho le prove. Cronache dal paese della cicuta, Bari-Roma: Laterza (collana Contromano), 2009

  • Cartoline dai morti, Roma: Nottetempo (collana Gransassi), 2010

  • Oratorio bizantino, prefazione di Franco Cassano, Roma: Ediesse (collana Carta bianca), 2011

  • Le vacche erano vacche e gli uomini farfalle, Roma, Deriveapprodi, 2011

  • , Mondadori, collana Strade Blu, 2011

  • Stato in luogo, Transeuropa. Nuova poetica, 2012

  • Geografia commossa dell'Italia interna, Bruno Mondadori, 2013

  • Il topo sognatore e altri animali di paese, con disegni di Simone Massi, Rrose Sélavy, 2013

  • La punta del cuore, poesie dedicate alla madre, Mephite Edizioni, 2013

  • Avviso ai naviganti. Nove scrittori per l'Altra Europa. A cura di Valeria Parrella, 2014. Il racconto di Arminio è "L'amico di Aliano".

  • Nuove cartoline dai morti, Pellegrini Editore, 2016.

  • Cedi la strada agli alberi. Poesie d'amore e di terra, Chiarelettere, 2017.

  • Resteranno i canti, Bompiani, 2018.

 

LA PAESOLOGIA

"La paesologia è una via di mezzo tra l'etnologia e la poesia. Non è una scienza umana, è una scienza arresa, utile a restare inermi, immaturi. La paesologia non è altro che il passare del mio corpo nel paesaggio e il passare del paesaggio nel mio corpo. È una disciplina fondata sulla terra e sulla carne. È semplicemente la scrittura che viene dopo aver bagnato il corpo nella luce di un luogo."

La paesologia è la scienza di Franco Arminio. Una scienza inafferrabile eppure concretissima, umorale ma a modo suo esatta. Una disciplina in cui si fondono poesia e geografia: la poesia di una scrittura limpida e visionaria, lavorata col puntiglio e la cura propri della grande letteratura; la geografia del nostro Sud. Arminio gira per i paesi della sua Irpinia, per quelli della Lucania e della Daunia (i paesi invisibili) e della cintura napoletana (i paesi giganti), sconfina in Molise, in Abruzzo, in Salento, si allontana fino alle Marche e al Trentino, e ovunque applica il suo metodo, mette in pratica il suo particolare modo di attraversare i territori e di raccontarli. Il suo sguardo non trascura nulla: le piazze, le strade, i bar, i cimiteri, i paesaggi più sublimi e gli scempi della modernità, lo sfinimento e la desolazione, i lampi e gli slanci. Ne viene fuori un referto preciso e accorato della situazione del Mezzogiorno d'Italia. Un referto che - e questa è una delle singolarità del "metodo Arminio" - prevede annotazioni anche su chi la visita la fa: sull'autore stesso e il suo io errante. E la diagnosi è spietata, però mai cattiva, lucida e al tempo stesso utopica. Perché i luoghi marginali, i paesi più appartati, che Arminio ha eletto come nessun altro a luogo di indagine e di ispirazione, sono anche quelli dove si può meglio immaginare un nuovo modo di abitare il mondo, prendendo atto una volta per tutte che il centro è rotto e non ha visioni del futuro.
Con questo libro mite e appassionato, Arminio sembra dirci che se il Sud una volta era oppresso dai "galantuomini", adesso va difeso dalla congiura dei deboli che hanno deciso di affossare l'innocenza e conservare l'avarizia, di taglieggiare l'immaginazione e tutelare la sfiducia. La paesologia diventa allora anche una nuova forma della politica, un modo di resistere allo sgretolamento del presente e di prepararsi al furore del tempo venturo.