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"LE IMPRESE DI ORLANDO PER AMOR DI ANGELICA" 

Spettacolo tradizionale di Opera dei Pupi

di scuola catanese

 


L’imperatore Agricane di Tartaria, sdegnosamente rifiutato da Angelica, assedia la Rocca di Albracca per punire l’orgoglio della superba e capricciosa principessa. Ella, per spezzare l’assedio e salvare se stessa, decide allora di servirsi dell’invincibile e innamoratissimo Orlando. Questi attraversa con Angelica il campo di Agricane, seminandovi morte e distruzione e suscitando nell’imperatore tartaro curiosità, sdegno e ammirazione. Ne seguirà un memorabile duello a morte, che deve la sua origine letteraria ai canti XVIII e XIX del primo libro dell’Innamorato e che i pupari etnei trasformarono in una delle serate di chiamo più belle e importanti della Storia dei Paladini di Francia. Sulle scene catanesi, in un cavalleresco e spettacolare duello di tre giorni e tre notti, si confrontavano infatti l’amore puro e ingenuo di Orlando per Angelica e l’amore tramutato in odio del forte e magnanimo imperatore dei Tartari, sdegnosamente ricusato dalla principessa indiana.
Lo spettacolo intende offrire al pubblico contemporaneo l’occasione di vedere come i parraturi, abilissimi interpreti e improvvisatori, caratterizzavano specificamente i personaggi cortesi inventati da Boiardo. Attorno alla capricciosa e calcolatrice Angelica si vedranno così il purissimo Orlando, lo scanzonato Rinaldo e soprattutto la fiera dignità di Agricane di Tartaria, al quale – non a caso – i pupari etnei mettevano una testa con le fattezze del Re Galantuomo Vittorio Emanuele II. In uno spettacolo che ripropone le duttili capacità interpretative dei pupari etnei non possono inoltre mancare gli artifici scenotecnici tipici dell’Opira e la riflessione critica dell’uomo comune sui problemi dell’esistenza quotidiana, mediata come sempre dall’arguta comicità di Peppininu, la maschera dialettale dei pupi catanesi, fedelissimo compagno degli eroi paladini nelle loro avventure. (Alessandro Napoli)

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